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SALTINARIA.IT Recensione Alcuni Brani per Bellissime Menti ep, 2010

Arrivano dalla verde Umbria questo robustissimo quartetto. A discapito del nome anglofono i Perfect Trick suonano un rock italiano preciso e diretto, derivato ma non derivativo, semplice ma non banale. Assolutamente da ascoltare!

Genere: Rock, indie, rock italiano
Voto: 8.5/10
Ascolta anche: Verdena, Marlene Kuntz, Tre Allegri Ragazzi Morti, TSk

La scena indipendente italiana, se mai di scena si possa parlare, naviga spesso e volentieri in acque calme. Nel senso che molti gruppi emergenti preferiscono riproporre a grandi linee quello che già esiste senza rischiare troppo.
Questo accade anche in virtù del fatto che dietro l’angolo ci sono recensori ed addetti ai lavori cinici e spietati pronti a castigare quasi tutto senza soffermarsi sugli sforzi che molte nuove leve intraprendono per creare qualcosa di diverso.
Dico questo perché l’ascolto dell’Ep “Alcuni brani per bellisime menti” dei perugini Perfect Trick ha suscitato nel sottoscritto alcune doverose considerazioni. Innanzitutto la produzione artistica affidata al chitarrista Daniele Rotella bravo, a cogliere l’immediatezza e l’istinto di un gruppo che per certi versi (solo per certi) rimanda alla freschezza e all’incoscienza di alcune band cult della scena italiana, Verdena e Tre Allegri ragazzi morti su tutti.
E poi perché la band ha deciso di suonare quello che gli piace, fottendosene altamente di cosa le sta accadendo intorno .e di un mercato sempre più impacchettato. Il suono dei Perfect Trick (il nome, con tutto rispetto, forse non focalizza pienamente la produzione del gruppo) è robusto, quadrato e molto rispettoso di quanto è stato creato prima.
Rispettoso si, ma mai sottomesso. Per scoprirlo basta selezionare a caso uno dei sei brani dell’Ep e accorgersi di quanto la maturità compositiva venga messa a disposizione delle influenze. E viceversa. Piccolo esempio: “Che senso ha” richiama non poco il songwriting dei miei concittadini Marlene Kuntz, senza mai perdere di vista il concetto che la canzone alla fine appartiene ai Perfect Trick e non a Godano e soci.
Dettaglio per nulla trascurabile, visto che in molti preferiscono rimanere nei binari del consueto ed evitare la stroncatura netta piuttosto che portare avanti una propria linea autonoma. Altro estratto interessante è certamente “Farfalle nello stomaco”, dove la forza emotiva del testo si infrange su di una base melodica molto leggera e scorrevole.
Bella la potente “Guardare Oltre”, in cui spicca una linea di basso molto settanta e l’epica “Anic”, ricca di stacchi interessanti e costruita su di una metrica vocale molto interessante.
Insomma, il disco mi è piaciuto e non poco, la scelta di cantare in italiano è azzeccata, le capacità tecniche e compositive sono fuori discussione. In attesa di scoprirli dal vivo consiglio caldamente questo lavoro intelligente.

recensione di Carlo Raviola
leggi la recensione www.saltinaria.it

MUSIC REVIEWS 2.0 Recensione Alcuni Brani per Bellissime Menti ep, 2010

Originari di Perugia, i Perfect Trick giungono al loro secondo Ep dopo aver ben impressionato con il loro esordio (XoXo) ed aver vinto la seconda edizione della RRS competition.

L’Ep si intitola “Alcuni brani per bellissime menti” e racchiude in 6 tracce l’evoluzione musicale del gruppo che si appresta a dare alle stampe un disco sulla lunga distanza.

L’Ep si apre col basso e batteria di “Zapotek” brano strumentale di chiara matrice post-rock.
Si prosegue con “Guardare Oltre” caratterizzato da un basso sempre presente e da badilate di chitarre che fanno un po’ a pugni con un testo spigoloso.
“Me?! Fashion Victim” ricorda nell’intro i Marlene Kuntz ma scorre senza altri intoppi, anzi riesce anche ad offrire alcuni spunti.
“Anic” è la traccia che più spicca fra le altre per l’ottima amalgama fra l’arrangiamento e il testo.
“Che Senso Ha” si districa fra una strofa dissonante e un ritornello soffice che si lascia esplodere in un finale rabbioso.
L’ultima traccia è “Farfalle nello Stomaco” ballata acustica che svela una nuova sfaccettatura della loro musica.

Il lavoro dei Perfect Trick merita senz’altro attenzione. Qualcuno potrebbe lamentare una somiglianza con gruppi come Verdena e Marlene Kuntz, ma la band riesce ad offrire un sound capace di convincere ed appassionare unito a testi mai banali e ben amalgamati.
Attendiamo che il loro LP esca per dare un giudizio più completo.

7\10

recensione di Marco Cardellicchio
leggi la recensione musicreviews2p0.altervista.org

BEAT BOP A LULA Recensione Xoxo ep, 2008

Perfect Trick è il nome di un gruppo musicale e di un progetto di quattro musicisti umbri che nasce tra il 2006 e il 2007 e che si preclude come fine quello di dar vita ad un fenomeno musicale diverso, capace di donare quel quid in più. Xoxo Ep è il loro primo Ep che include sei brani registrati senza troppo calcolo ma carichi di tensione che rimandano allo stile dei grandi nomi della scena alternative italiana come Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti e Jennifer Gentle.

Vincitori della seconda edizione della RRS competition e con un album d’esordio in uscita dal titolo “Il bianco non è un colore”, l’EP già mostra in maniera palese le vere potenzialità del gruppo e la dichiarazione d’intenti di un progetto diretto e immediato che mette in scena un rock emotivo, che trae dal grunge la rabbia e la malinconia dal post-rock del nuovo millennio. I Perfect Trick raccontano i loro ascolti maturati nel tempo, mettono passione in ogni singolo passaggio e costruiscono un impianto sonoro che, senza sofisticatismi, non cade mai nella banalità permettendo all’ascoltatore di cogliere tutti i contenuti del disco.

Al di là dei testi che, comunque, hanno bisogno di una maggiore lavorazione, nel complesso il progetto si presenta pieno, concreto, e potrebbe avere una sua forza dirompente durante l’attività live. Insomma, i Perfect Trick ci offrono un art-pop-rock, consentitemi l’etichetta, che, soprattutto in brani come “Il male del ritorno”, ricorda i Marlene Kuntz e, quindi, indirettamente i Sonic Youth, oltre ai gruppi su citati, e che, nel tempo, potrebbero offrirci non poche entusiasmanti sorprese.

Sei tracce che lasciano presagire, quindi, nuovi scenari e un work in progress che bisogna assolutamente tenere d’occhio. Occorre solo liberarsi da certi cliché post-grunge e approdare ad universi sonori in grado di combinare diverse forme d’espressione, ovviamente cantando in italiano.

recensione di Francesco Bove
leggi la recensione www.beatbopalula.it

ROCKIT Recensione Xoxo ep, 2008

Sembrano avere un’anima, i Perfect Trick. Il loro “Xoxo ep”, infatti, è un disco che sa esprimere delle belle emozioni, con il suo rock un po’ malinconico e un po’ arrabbiato. Queste sei tracce riescono a conciliare momenti riflessivi ad altri segnati da una genuina carica rock, creando delle ambientazioni sonore che ricordano certe espressioni del migliore shoegaze. L’ep si apre con un bel pezzo strumentale (“Perfect Trick”) che colpisce subito con un attacco che ti prende alla sprovvista:
da qui si può intuire quale sia l’incastro perfetto che il gruppo ricerca con tanta passione. I brani scorrono piacevoli e ben costruiti, con il valore aggiunto di testi scritti in italiano e di una metrica più che azzeccata. L’unica pecca la troviamo in certi passaggi in cui la voce stenta un po’ a decollare, come ad esempio nel ritornello di “Medusa”.

La loro musica non inventa nessuna soluzione particolarmente originale, ma è eseguita con maestria e riesce ad esprimere ciò che ha da dire con grande naturalezza. In “Disegno innato” si chiedono: non ci stancheremo mai di pensare a quello che non c’è? Non lo so. Ma quello che c’è, qui, è sicuramente qualcosa di buono, qualcosa che potrebbe aprire degli scenari molto interessanti a questi ragazzi di Perugia.

recensione di Andrea Costantini
leggi la recensione www.rockit.it

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